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Come si calcola il DSCR e perché le banche lo guardano prima di tutto
Quando chiedete un finanziamento, la banca non guarda solo il fatturato o l'utile. Guarda una cosa più semplice e più brutale: riuscite a pagare le rate? Il DSCR è la risposta a questa domanda, in numeri.
Cos'è il DSCR, in parole semplici
DSCR sta per Debt Service Coverage Ratio, ovvero indice di copertura del servizio del debito. È un rapporto tra due grandezze: quanta cassa produce l'azienda e quanta ne serve per pagare le rate di tutti i finanziamenti (capitale più interessi) in un certo periodo, di solito un anno.
In pratica risponde a una domanda molto concreta: con la cassa che generi, riesci a pagare quello che devi restituire alla banca? Non è un giudizio sulla qualità del business, sull'idea imprenditoriale o sulle prospettive di crescita. È una verifica di sostenibilità finanziaria, punto.
Come si calcola: la formula
La formula base è:
DSCR = Flusso di cassa disponibile per il servizio del debito / Rata di debito (capitale + interessi)
Il numeratore, il flusso di cassa disponibile, in genere si costruisce partendo dal margine operativo lordo (l'EBITDA, cioè il risultato prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni) e rettificandolo per le voci che assorbono o liberano cassa: variazione del capitale circolante, investimenti necessari a mantenere l'attività, imposte pagate, eventuali dividendi già programmati.
Il denominatore è la somma di capitale e interessi che l'azienda deve rimborsare nell'anno su tutti i finanziamenti in essere (o su quello nuovo, se si sta valutando un fido specifico).
Un esempio semplice
Se il flusso di cassa disponibile è 150.000 euro e le rate annue di tutti i debiti finanziari ammontano a 100.000 euro, il DSCR è 1,5. Significa che l'azienda genera una volta e mezza la cassa necessaria per pagare i propri debiti.
Perché la banca lo guarda (più di quanto guardi l'utile)
L'utile a bilancio può essere positivo anche se l'azienda non ha cassa: crediti che non incassa, magazzino che si gonfia, ammortamenti che riducono l'utile contabile ma non sono un'uscita reale. La banca lo sa, e per questo si concentra sulla cassa effettiva, non sul risultato d'esercizio.
Il DSCR è diventato centrale anche per un motivo normativo: il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza chiede alle aziende di dotarsi di assetti organizzativi adeguati a rilevare per tempo squilibri finanziari, e il DSCR prospettico (calcolato sui prossimi mesi, non solo sul passato) è uno degli indicatori più usati per questo tipo di verifica. Le banche, di conseguenza, lo richiedono sempre più spesso anche nell'istruttoria di fido.
- DSCR sotto 1: l'azienda non genera abbastanza cassa per pagare le rate. È un campanello d'allarme serio, spesso motivo di rifiuto o di richiesta di garanzie aggiuntive.
- DSCR tra 1 e 1,2 circa: la copertura c'è, ma è risicata. Basta un imprevisto — un cliente che paga in ritardo, un costo non previsto — per andare in tensione.
- DSCR sopra 1,2-1,3: c'è un margine di sicurezza che rende la banca più tranquilla. [VERIFICARE: soglie esatte possono variare per settore e tipo di finanziamento, spesso previste da covenant contrattuali specifici]
Il DSCR non giudica quanto guadagni: giudica se, con la cassa che produci, puoi permetterti i debiti che hai o che stai per chiedere.
Cosa può far scendere il DSCR (e come intervenire prima)
Il DSCR peggiora quando la cassa disponibile si riduce o quando le rate aumentano. Le cause più comuni sono:
- Allungamento dei tempi di incasso: se i clienti pagano più tardi, la cassa resta bloccata nei crediti anche se le vendite vanno bene.
- Magazzino che cresce: capitale immobilizzato in scorte che non si trasforma subito in liquidità.
- Nuovo indebitamento: ogni nuova rata si somma a quelle esistenti e va coperta dallo stesso flusso di cassa.
- Investimenti sottovalutati: se il flusso disponibile non tiene conto degli investimenti minimi per mantenere l'attività, il calcolo è ottimistico e poco realistico.
La buona notizia è che il DSCR si può migliorare con azioni concrete: negoziare tempi di incasso più stretti, ottimizzare le scorte, allungare la durata di un finanziamento per ridurre la rata annua, oppure semplicemente pianificare prima di chiedere un nuovo fido, per capire quanto debito l'azienda può davvero sostenere senza forzare i conti.
Perché conviene calcolarlo anche se la banca non lo chiede
Molti imprenditori calcolano il DSCR solo quando glielo chiede la banca, spesso in emergenza, con dati raccogliticci. È un errore: il DSCR è uno strumento utile prima di negoziare, non solo durante l'istruttoria.
Calcolarlo con qualche mese di anticipo, magari in versione prospettica su un piano a 12-24 mesi, permette di sapere già quanto nuovo debito l'azienda può sostenere, di arrivare in banca con un piano credibile invece che con un bilancio da difendere, e di individuare per tempo eventuali squilibri prima che diventino un problema di continuità aziendale.
In studio lo costruiamo spesso insieme al piano industriale o al business plan che accompagna una richiesta di finanziamento: non è un esercizio contabile fine a se stesso, è la base su cui la banca deciderà se, quanto e a quali condizioni finanziarvi.
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