Home › Risanamento e crisi

Quando i conti non tornano, il tempo è la variabile che conta di più.

Più presto si interviene, più strumenti restano disponibili. Affianchiamo l'impresa in difficoltà nel costruire un piano che regge e nel trattare con i creditori — banche, fornitori, Erario — su numeri verificabili. Non promettiamo esiti: costruiamo la posizione migliore possibile, con gli strumenti che la legge mette a disposizione.

12 mesi

L'orizzonte di sostenibilità che la legge chiede di dimostrare: non basta il presente, serve mostrare che l'impresa regge nei prossimi dodici mesi.

2024

Il correttivo al Codice della crisi ha aperto la composizione negoziata anche a chi è in semplice squilibrio, non solo in crisi conclamata.

Riservata

La composizione negoziata è un percorso confidenziale: resti tu alla guida dell'impresa mentre si tratta con i creditori.

Quando agire

I segnali che il momento è adesso.

Nessuno di questi segnali, da solo, significa che l'impresa è perduta. Ma insieme raccontano una tensione che tende a peggiorare se non affrontata — e ogni mese che passa toglie margini di manovra.

Fornitori che aspettano

I pagamenti slittano, qualcuno inizia a chiedere il saldo prima di consegnare, i fidi commerciali si stringono.

Tensione di cassa continua

Ogni fine mese è una corsa. Le entrate ci sono, ma non nel momento in cui servono le uscite.

Debiti verso Erario o enti

Rate saltate, cartelle, contributi arretrati. È la posizione che genera le conseguenze più rapide.

Le banche cambiano tono

Fidi rivisti, richieste di rientro, garanzie aggiuntive. Il rapporto si irrigidisce proprio quando servirebbe elastico.

Se riconosci una di queste situazioni, la cosa peggiore è aspettare che si risolva da sola. Il momento in cui si hanno più opzioni è quello in cui la crisi non è ancora conclamata.

Non una sola strada

Ogni fase ha il suo strumento.

Più la difficoltà è avanzata, meno strumenti restano — e più diventano formali e vincolanti. È la ragione per cui il momento in cui si comincia conta più di ogni altra cosa.

Squilibriola crisi è solo probabile
Crisidifficoltà conclamata
Insolvenzaobbligazioni non più sostenibili
Composizione negoziata
Piano di risanamento e accordi di ristrutturazione
Concordato

Lo schema è indicativo: la scelta reale dipende da chi sono i creditori, da quanto è concentrato il debito e dalle prospettive dell'attività. Serve proprio a questo la prima valutazione.

Gli strumenti nel dettaglio

Cosa sono, in concreto.

Composizione negoziata

Trattare con l'aiuto di un esperto

Un percorso riservato e volontario: un esperto indipendente, nominato da un'apposita commissione, affianca l'imprenditore nelle trattative con i creditori. Consente misure protettive del patrimonio durante le trattative e, dal 2024, è accessibile anche a chi versa in semplice squilibrio.

Piano di risanamento

Il piano che tiene insieme i numeri

Il documento che dimostra come l'impresa torna in equilibrio: ipotesi documentate, flussi di cassa sostenibili, tempi di rientro coerenti. È il cuore di ogni percorso — senza un piano credibile, nessuna trattativa regge.

Accordi di ristrutturazione

Rinegoziare i debiti con chi conta

Accordi con una parte qualificata dei creditori, con l'intervento omologatorio del tribunale. Utili quando l'indebitamento è concentrato e serve stabilizzare le posizioni più rilevanti in modo vincolante.

Transazione fiscale e contributiva

Ridurre e dilazionare il debito con l'Erario

Dove l'indebitamento principale è verso il fisco o gli enti, la legge consente — entro certe condizioni — di trattare una riduzione o una dilazione dei tributi, anche all'interno della composizione negoziata. Una delle leve più rilevanti introdotte di recente.

Quello che frena chi dovrebbe agire

Quattro convinzioni che costano care.

Sono le idee che, più di ogni difficoltà tecnica, fanno perdere il tempo che conta.

«Chiedere aiuto significa aver fallito»

È il contrario. Gli strumenti di risanamento esistono per chi vuole salvare l'impresa, non per chi si arrende. Chi arriva presto è chi ha più possibilità.

«Meglio aspettare, magari si sistema»

La difficoltà finanziaria raramente si risolve da sola. Ogni settimana di attesa chiude un'opzione: le misure protettive e la composizione negoziata funzionano finché c'è ancora spazio.

«Con i debiti fiscali non c'è niente da fare»

Non è più così. La legge consente di trattare riduzioni e dilazioni dei tributi, anche IVA, entro certe condizioni. È una delle novità più rilevanti degli ultimi anni.

«Entrando in procedura perdo l'azienda»

Nella composizione negoziata resti alla guida. L'esperto affianca le trattative, non si sostituisce alla gestione. È pensata esattamente per non spossessare l'imprenditore.

Il nostro ruolo

Advisor al tuo fianco, dall'analisi alla trattativa.

Costruiamo il piano, ti accompagniamo nella composizione negoziata, prepariamo e conduciamo la trattativa con i creditori. Lavoriamo sui numeri: prima li mettiamo in ordine, poi costruiamo su di essi una posizione che regga al confronto con banche, fornitori ed Erario.

Il nostro compito è stare dalla tua parte del tavolo. Non promettiamo percentuali di taglio del debito né esiti garantiti: chi lo fa, in questa materia, non sta dicendo la verità. Promettiamo metodo, presenza e una lettura onesta di ciò che è possibile.

Una distinzione che conta

Nei percorsi di risanamento la legge richiede spesso la figura dell'attestatore: un professionista indipendente che certifica la fattibilità del piano. Quel ruolo, per definizione, non può essere ricoperto da chi ha costruito il piano.

Noi siamo il tuo advisor. Quando serve l'attestazione, ci coordiniamo con attestatori indipendenti — senza confondere i due ruoli. È la garanzia che il percorso regga anche allo sguardo di chi deve validarlo.

Come lavoriamo

Prima i numeri, poi la strategia.

In una materia dove l'emotività è alta e il tempo stringe, il metodo è ciò che protegge le decisioni.

1

Fotografia della situazione

Debiti per natura e scadenza, posizioni verso banche, fornitori ed Erario, flussi di cassa reali. Una mappa onesta di dove sei, senza sconti e senza allarmismi.

2

Le opzioni sul tavolo

Quali strumenti sono realmente percorribili nella tua situazione, con quali tempi e quali conseguenze. Ti diciamo anche quando un percorso non ha senso: è parte del lavoro.

3

Il piano e la trattativa

Costruiamo il piano di risanamento e, dove serve, avviamo la composizione negoziata. Poi conduciamo la trattativa con i creditori su numeri documentati, non su promesse.

4

Accompagnamento fino alla chiusura

Seguiamo il percorso fino all'accordo e oltre, coordinandoci con l'esperto e con l'attestatore indipendente quando la procedura lo richiede.

Casi reali

Trattative chiuse su numeri che reggono.

Due situazioni in cui un piano solido ha reso possibile un accordo che, senza, non ci sarebbe stato.

Accordi di ristrutturazione con fornitori ed Erario

Un'impresa con esposizione concentrata verso fornitori e fisco. La costruzione di un piano documentato ha permesso di rinegoziare le posizioni più pesanti e stabilizzare l'attività.

Leggi il caso

Un accordo con i fornitori costruito su numeri verificabili

Quando la trattativa poggia su dati che il creditore può controllare, la disponibilità ad accordarsi cambia. La differenza tra una richiesta e una proposta credibile sta tutta lì.

Leggi il caso

Domande frequenti

Le domande che ci vengono fatte più spesso.

Accedere alla composizione negoziata significa perdere il controllo dell'azienda?

No. La composizione negoziata è un percorso volontario e riservato in cui l'imprenditore resta alla guida dell'impresa. L'esperto indipendente affianca le trattative e le agevola, ma non si sostituisce alla gestione. È una delle ragioni per cui è uno strumento pensato per chi vuole provare a risanare, non per chi si arrende.

I debiti con l'Agenzia delle Entrate si possono ridurre davvero?

Entro certe condizioni, sì: la legge consente di trattare una riduzione o una dilazione dei debiti tributari e contributivi, anche nell'ambito della composizione negoziata, secondo le novità introdotte dal correttivo del 2024. Non è automatico e non vale in ogni caso: dipende dalla situazione e da un piano che dimostri la convenienza dell'accordo rispetto alle alternative. È esattamente il tipo di valutazione che facciamo insieme prima di muoverci.

È troppo tardi se ho già cartelle e decreti ingiuntivi?

Non necessariamente, ma ogni settimana conta. Anche a difficoltà avanzata restano strumenti — comprese le misure protettive che possono sospendere temporaneamente le azioni dei creditori durante le trattative. Quello che riduce le opzioni non è tanto la gravità in sé, quanto l'attesa. La cosa più utile è una valutazione onesta della tua situazione specifica, il prima possibile.

Voi siete anche l'attestatore del piano?

No, e non potremmo esserlo. L'attestatore deve essere indipendente da chi costruisce il piano: è una garanzia prevista dalla legge, non una formalità. Noi siamo il tuo advisor — costruiamo il piano e conduciamo la trattativa — e quando la procedura richiede un'attestazione ci coordiniamo con attestatori indipendenti. Tenere separati i due ruoli è ciò che rende il percorso solido.

Quanto costa e quanto dura?

Dipende dallo strumento e dalla complessità della situazione: una composizione negoziata ha tempi e costi diversi da un semplice riscadenzamento con la banca. Preferiamo non dare cifre generiche: dopo la prima valutazione sappiamo dirti con precisione cosa serve, in quanto tempo e con quale impegno. La prima call di valutazione serve proprio a questo.

Il primo passo

Partiamo da una valutazione onesta.

In una call riservata guardiamo insieme la tua situazione e capiamo se e come si può intervenire, con quali strumenti e con quali tempi. Senza impegno, e senza promesse che non possiamo mantenere. Se non c'è spazio per agire, te lo diciamo con la stessa chiarezza.